Articoli marcati con tag ‘death’

un disco per fan di del doom energico, degli Opeth, del dark sound

Ormai Paul Kuhr ha il pilota automatico. D’altronde, i Novembers Doom esistono da un vita (ed esordirono per la ndnostrana Avantgarde, al tempo) e il nostro ha avuto tutto il tempo di spaziare all’interno dei filoni del death/doom (con qualche tentazione più particolare, ogni qual tanto). ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è il settimo studio-album per la band americana che, per chi li seguisse già da un po’, prosegue il percorso di lavori come ‘The Pale Haunt Departure’ e ‘The Novella Reservoir’. Non si tratta comunque di un clone, visto che rispetto ai predecessori ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è molto lineare, diretto e concentrato. Meno rabbioso di ‘Umbrella’, meno complesso di ‘Departure’, questo lotto di canzoni si nutre di suggestioni tipicamente Opeth, intessendole di rimandi a My Dying Bride o Saturnus. L’atmosfera di ‘Requiem’ è oscura (‘A Eulogy For The Living Lost’), talvolta malinconica e piena di rimorsi (‘The Fifth Day Of March’ e ‘When Desperation Fills The Void’), altre volte ancora feroce (‘Lazarus Regret’). E’ sempre comunque adeguata, ben strutturata, ottimamente arrangiata, pur non eccellendo mai in originalità. E’ un po’ il destino di Paul Kuhr, quello di essere un genio di seconda fascia, che ha sempre avuto bisogno dell’input dei grandi ma che si è anche difeso molto bene in fatto di interpretazioni personali. ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è esattamente questo: un disco per fan di del doom energico, degli Opeth, del dark sound e soprattutto, della buona musica. Regolarmente di qualità, ormai, come le piccole sicurezze della vita.

80/100

Myspace Novembers Doom

Myspace The End Records

Mental Decay – Demo ‘87

I Mental Decay (da non confondere con gli omonimi americani) erano un gruppo thrash proveniente dalla mitica Roskilde, Danimarca. ‘Sti ragazzi non li avevo mai sentiti nominare e ho scoperto questo demo grazie ai preziosissimi consigli di papà Fenriz, ormai un vero e proprio fiuta reliquie from the dark past. Questa cassettina datata 1987 è l’unica cosa che questi ragazzi pubblicarono all’epoca: credo proprio che i cinque danesotti erano al culmine dell’incazzatura adolescenziale, tirano come se non ci fosse un domani e l’intero dannato demo sprigiona una cattiveria fuori dal comune, che viene ulteriormente valorizzata da una produzione 100% cantina e da un cantante parecchio ivol. Il culmine viene immediatamente raggiunto con la opener ‘Eat The Poser’s Guts’, un titolo da applauso perenne ed un pezzo altrettanto degno di fanatiche lodi, hit dell’estate, no doubts.

80/100


37389 16425_photo

Chronic Decay – Ecstasy In Pain

Dopo i Mental Decay è il turno degli svedesi Chronic Decay, allegria. Questo demo di tre tracce, risalente al 1990, è un lancinante esempio di death/thrash di altri tempi, ispirato dagli eterni Death di ‘Scream Bloody Gore’ così come naturalmente da tutti i padri del metal estremo, Dark Angel su tutti. Questo nastro ha tutto ciò che i divoratori di vecchio underground esigono: demo sound, batterista arrabbiatissimo, chitarre trita tutto ed un cantante tipicamente proto death metal, Schuldiner & Vincent docet. ‘Ecstasy In Pain’ è talmente cattivo da far accapponare la mia lurida pelle, peccato che sti guaglioni dopo questo primo demo abbiano rilasciato solo uno split coi connazionali Exanthema e una manciata di canzoni per una compilation dell’allora giovane Nuclear Blast, poi il nulla. Ennesima sconosciuta gemma metallica da amare e coccolare.

85/100

71966 33869_photo
GZ Calendar Date Style by GialloZafferano.it