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un disco per fan di del doom energico, degli Opeth, del dark sound

Ormai Paul Kuhr ha il pilota automatico. D’altronde, i Novembers Doom esistono da un vita (ed esordirono per la ndnostrana Avantgarde, al tempo) e il nostro ha avuto tutto il tempo di spaziare all’interno dei filoni del death/doom (con qualche tentazione più particolare, ogni qual tanto). ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è il settimo studio-album per la band americana che, per chi li seguisse già da un po’, prosegue il percorso di lavori come ‘The Pale Haunt Departure’ e ‘The Novella Reservoir’. Non si tratta comunque di un clone, visto che rispetto ai predecessori ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è molto lineare, diretto e concentrato. Meno rabbioso di ‘Umbrella’, meno complesso di ‘Departure’, questo lotto di canzoni si nutre di suggestioni tipicamente Opeth, intessendole di rimandi a My Dying Bride o Saturnus. L’atmosfera di ‘Requiem’ è oscura (‘A Eulogy For The Living Lost’), talvolta malinconica e piena di rimorsi (‘The Fifth Day Of March’ e ‘When Desperation Fills The Void’), altre volte ancora feroce (‘Lazarus Regret’). E’ sempre comunque adeguata, ben strutturata, ottimamente arrangiata, pur non eccellendo mai in originalità. E’ un po’ il destino di Paul Kuhr, quello di essere un genio di seconda fascia, che ha sempre avuto bisogno dell’input dei grandi ma che si è anche difeso molto bene in fatto di interpretazioni personali. ‘Into Night’s Requiem Infernal’ è esattamente questo: un disco per fan di del doom energico, degli Opeth, del dark sound e soprattutto, della buona musica. Regolarmente di qualità, ormai, come le piccole sicurezze della vita.

80/100

Myspace Novembers Doom

Myspace The End Records

Finnico fin nell’animo e disperato come pochi. Enorme, cazzo. Enorme.

Ghost Brigade - Isolation Songs (2009)Non se li era filati quasi nessuno, i Ghost Brigade del debutto ‘Guided By Fire’, anno 2007, sempre su Season Of Mist. Il nuovo ‘Isolation Songs’ sembra avere maggior fortuna, complice anche una qualità migliore del disco, certo, anche se ‘Guided By Fire’ era tutt’altro che da buttare. Aveva una copertina involontariamente emo, a guardarlo bene, ma non mi pare il caso di crocifiggerlo così. I Ghost Brigade sono finnici, sono dediti a sonorità dark/doom e sono quasi tutti (tre quinti) ex-membri di una stoner metal band minore chiamata Sunride, che qualcuno di voi sicuramente ricorderà. Quali che siano i propri natali discografici, ‘Isolation Songs’ è figlio di un crepuscolo che sembra non volersene andare mai e si adagia sulle esperienze fatte finora da Katatonia (medio periodo), Opeth, ma anche della dimamica pachidermicità di certi Neurosis (minore del debutto, comunque). Anche se solo territorialmente, poi è impossibile non citare la comunanza spirituale con i conterranei Amorphis e Before The Dawn. Ampio melting-pot direte voi: eppure, la miscela è scorrevole a sufficienza per garantire ai Ghost Brigade campo libero per regalarci perle assolute come ‘My Heart Is A Tomb’ e ‘Into The Black Light’, uno-due al valium che fa alzare due dita di pelle d’oca quando il singer Manne Ikonen declama i refrain più katatonici e affilati che si siano sentiti di recente. E’ musica intima e violenta, quella dei Ghost Brigade, suonata con piglio dark rock che esplode qua e là in dirompenti valanghe ora doomish ora sludgy che non possono lasciare il segno in tutti coloro che si sono professati, in tempi non sospetti, alla malinconia su pentagramma. Non è certo finita: enorme è anche lo strumentale ’22:22 – Nihil’, finnico fin nell’animo e la disperata ‘Concealed Revulsions’, anche se scegliere in un’opera del genere è come discriminare fra figli. Bellissima anche la confezione e il layout, bagnati in un grigio/nero auto compiaciuto e penetrante. Into The Black Light. Enormi, cazzo. Enormi.

90/100

Myspace

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